I danni delle diete con regimi alimentari irregolari
Finite le vacanze mi metto a dieta. Quello che può sembrare un buon proposito potrebbe nuocere gravemente alla salute, soprattutto se sottintende che durante le vacanze ci si abbandoni senza freni ai vizi di gola. Una alimentazione irregolare, fatti di abbuffate alternate a digiuni vengono nuovamente messi sotto accusa da una ricerca condotta sui pesci. Un team di ricerca dell’Università di Glasgow ha studiato il comportamento di centoventi spinarelli (gastrosteidi) sottoponendoli a due regimi alimentari diversi per tempi di somministrazione. Ad alcuni pesci è stata data una certa quantità di cibo a intervalli regolari e con somministrazioni quantitativamente simili; agli altri la stessa quantità totale di cibo ma somministrata a intervalli irregolari e con porzioni molto diverse tra loro. Insomma una simulazione della cosiddetta dieta yo-yo, o sindrome del peso fluttuante. I pesci che si nutrivano con regolarità si sono dimostrati più longevi, precisamente del 25 per cento in più. E le cause della morte precoce erano improvvise, non dovute a invecchiamento dei tessuti.
ETA’ DELLO SVILUPPO – I ricercatori scozzesi ritengono che i risultati possano contribuire a una corretta informazione sui principi nutrizionali in particolare di bambini e adolescenti, particolarmente danneggiati da una dieta alternata, che danneggiai tessuti e il corretto sviluppo dell’organismo. «Non basta saltare un pasto per essere danneggiati», chiarisce il professor Neil Meatcalfe, responsabile della ricerca.
UNA BUONA REGOLA – Il dottor Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Inran, l’Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, ha commentato al Corriere l’attendibilità del confronto tra pesci e esseri umani. «I pesci sono animali lontani da noi, il loro metabolismo è eccezionalmente lontano dal nostro. Generalmente per studi trasponibili all’uomo si usano cavie da laboratorio, che hanno molte più similitudini con noi». Tuttavia ritiene che alcune analogie ci possano essere: «La dieta disordinata fa indubbiamente male, ed è un modo poco naturale di nutrirsi. Anche nell’antichità ci si alimentava in modo regolare, il più regolare possibile, mangiando spesso e generalmente in piccole quantità». Oltre a quel che si mangia è molto importante anche quanto e quando lo si fa. «Si dovrebbe mangiare cinque volte al giorno – conclude Ghiselli – e soprattutto sfatare il mito che il digiuno faccia bene all’organismo».
Fonte: CorriereSalute.it