Pronto il farmaco antifumo
I suoi effetti sono graduali nel tempo ma in tre mesi di trattamento, sotto controllo medico, sono alte le probabilità di successo: e il suo costo di 100 euro al mese per tre mesi, è di poco inferiore agli 80 euro medi mensili fissi spesi dal tabaccaio.
Si tratta della vareniclina Champix, il primo farmaco “anti-fumo” che la Pfizer ha studiato e sviluppato esclusivamente per aiutare a smettere di fumare i 12,2 milioni (6,9 milioni uomini e 5,3 milioni donne) di italiani amanti delle “bionde”.
Dunque, con 100 euro al mese ma per un periodo ristretto di 2-3 mesi si può dire “addio” al fumo andando ad accrescere il numero, ben 9 milioni, di coloro che hanno detto basta. Vareniclina, “inaugura una nuova classe di medicinali attiva a livello cerebrale – spiega la Pfizer – sugli stessi recettori su cui agisce la nicotina; riduce i sintomi dell’astinenza (ansia, difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità) e blocca il legame della nicotina con il recettore, diminuendo la soddisfazione associata al fumo”.
E dagli studi clinici effettuati si evince che i pazienti che hanno assunto vareniclina per 12 settimane, un mg due volte al giorno, hanno visto “quasi quadruplicate le probabilità – dice la casa farmaceutica – di smettere di fumare rispetto ai pazienti in trattamento con placebo, e quasi raddoppiate rispetto a coloro in trattamento con bupropione, 150 mg due volte al giorno”.
Già in commercio, la pillola ‘anti-fumo” si sta rivelando un prezioso strumento a disposizione del medico per aiutare i propri pazienti a smettere fornendo contemporaneamente il necessario supporto psicologico e farmacologico. “La nicotina contenuta nelle sigarette provoca dipendenza fisica e in Italia sono ben 80.000 le morti causate dal fumo di cui un terzo per malattie polmonari croniche, un terzo per tumori, soprattutto delle vie respiratorie, e un terzo per malattie cardiovascolari”. In questo contesto, “la terapia della disassuefazione dal fumo, che aiuta a prevenire le malattie croniche più diffuse e costose, si afferma come valore per la comunità”.
Comunque nella disassuefazione dal fumo la percentuale più alta (40%) di successo si riscontra nell’ambito di programmi di supporto psicologico integrati con la terapia farmacologica. “La motivazione costituisce il primo passo per smettere di fumare ed è fondamentale un sostegno psicologico che ora trova un completamento della terapia farmacologica”.
D’altronde da una ricerca Pfizer risulta che 8 fumatori su 10 sostengono che smettere di fumare sia una propria scelta ed una propria responsabilità, ma il 45% ritiene fondamentale l’aiuto concreto della famiglia, del proprio compagno o compagna o degli amici. E ancora il 50% dei fumatori pensa che sia un dovere del medico aiutarli a smettere, “cosa che oggi è possibile grazie a vareniclina.